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ARTIGIANATO 3D

02.03.2012 ways of seating Paolo Capizzi

L’epoca delle grandi certezze sociali, delle ideologie, dello sviluppo continuo ed inarrestabile, della fede illuministica nel progresso sta volgendo al termine, lasciano il posto a una nuova epoca all’insegna della complessità, dell’incertezza, del dubbio sistematico, del relativismo mutando le regole del mercato per la prima volta dal dopoguerra.

La diffusione parallela delle nuove tecnologie legate al web ha permesso di valorizzare le conoscenze del consumatore che da un lato rafforza il suo potere di acquisto e dall’altro prospetta all’impresa scenari di dialogo difficilmente configurabili in passato. Un consumatore competente e consapevole che può diventare partner, ma anche committente, verso l’impresa.

Per soddisfare queste esigenze una parte dei professionisti ha maturato una trasformazione, avvicinandosi sempre di più al mondo dei new media. L’evoluzione non è stata solo imposta dal mercato ma ha anche visto prodursi spontaneamente un numero sempre crescente di nuovi professionisti, che, con un’ espressione suggestiva, è stata definita “nuova classe creativa”.

In questo scenario dinamico una nuova figura professionale si sta ritagliando sempre più spazio. Stiamo parlando dell’artigiano del 3D, un professionista che lavorando da solo o assieme ad altri riesce con l’uso di programmi 3D professionali a riprodurre con qualità fotorealistica immagini di prodotti ancora da realizzare, accorciarciando i processi produttivi e potenziando la competitività delle aziende.

Questi “renderari” chiamati così a causa del loro prodotto finale chiamato comunemente Rendering possiedono un’elevata conoscenza tecnica e lavorano quasi a livello sartoriale, applicando spesso il concetto del fatto su misura, visto che non esiste una forma di produzione industriale di queste fotografie digitali.

L’etichetta di artigiano digitale è  anche giustificata dalla considerazione che molto spesso in questo campo le conoscenze si ottengono sperimentando, imparando con il sistema “learning by doing” e attraverso lo scambio di esperienze nei vari forum sul web al fine di ottenere risultati sempre migliori in termini di prodotto finale.

"La difficoltà non sta nel credere alle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie" (J.M. Keynes)

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