take a seat

http://www.tomshw.it/consumer.php?guide=20080909

 

 

IMMAGINE, ERGONOMIA E MATERIA

16.03.2012 ways of seating Fabio Di Bartolomei

Quando pensiamo alla progettazione di un nuovo prodotto industriale, un oggetto di design, non si tratta di tradurre semplicemente un’idea in un’immagine reale, bensì l’analisi che facciamo deve essere molto precisa e mirata sulla base di alcuni punti fondamentali i quali rispondono a delle domande specifiche: “Quale sarà il fruitore dell’oggetto? Chi è il produttore? Quale costo industriale dovrà avere il prodotto?” Quanto più ci atteniamo alle risposte che daremo a queste domande, e quanto più giuste esse saranno, tanto più il nostro progetto sarà “vincente”. L’analisi di queste tre risposte va fatta comparandole tra loro. In effetti rispondendo ad esse non facciamo altro che pensare come il mercato, nel quale noi desideriamo presentare la nostra creazione, reagirà. È giusto infatti fare una valutazione del mercato dove verrà proposto l’oggetto in quanto lo stesso mercato non è un entità astratta, ma è costituito da persone che come tali pensano e considerano un acquisto in base ai propri desideri, alle proprie necessità. Queste necessità sono variabili perchè nascono dagli input dati dal contesto socio-culturale nel quale il soggetto vive e in relazione al periodo storico contemporaneo. Lo scopo di un progetto industriale è, nella maggior parte dei casi, la volontà di raggiungere un successo di ampia distribuzione quindi di commercializzazione, per cui la centralità concettuale è certamente il cliente finale, colui che acquisterà la realizzazione del nostro progetto. Il fruitore generalmente guarda al progetto con occhi diversi sia da quelli del progettista sia del produttore e la sua analisi si basa su percezioni che di norma non colgono gli aspetti tecnici o le soluzioni industriali e produttive adottate, che invece sono importantissime per il designer e l’industria. Il design dell’oggetto quindi dovrebbe tenere conto di alcune ipotesi: gli occhi di chi guarda percepiscono contemporaneamente la funzione e l’estetica ed è proprio quest’ultima che trasmette emozioni. Per fare un esempio pensiamo ad una poltroncina. Quando la guardiamo, prima ancora di averla provata, noi possiamo valutare che essa sia comoda oppure scomoda, anche se poi può risultare l’opposto di ciò che ci aspettavamo. Questa possibile errata valutazione è un handicap negativo per un prodotto in quanto in tutti e due i casi tradisce le aspettative. Cosa secondo me è importante trasmettere attraverso la forma, l’immagine? Dare sempre il giusto significato al prodotto, considerare bene l’ergonomia dell’oggetto in funzione alla sua futura naturale collocazione progettuale. Perciò, se la poltroncina dovrà essere collocata in un ufficio, avrà delle caratteristiche che non sono solo ergonomiche, ma visivamente rispondenti a quanto ci aspettiamo essa debba avere per quell’uso. Consideriamo ora anche il materiale con il quale la poltroncina è stata realizzata. Nella realizzazione del progetto, affinché esso sia conforme alle aspettative, sono molto importanti i materiali di fabbricazione. La materia infatti è una delle componenti che può dare al nostro oggetto una percezione soggettiva diametralmente opposta in relazione al suo uso. Come scegliere i materiali non è certo una cosa da codificare in quanto esso dipende, come dicevo, da diversi fattori, tra i quali c’è la creatività che è una delle poche cose che, per fortuna, non può essere codificata. Come scegliere allora i materiali? Questo è un tema vastissimo che meriterebbe una disquisizione molto ampia. Possiamo dire che essi in passato venivano esclusivamente prelevati dalla natura, come il legno per esempio. Oggi la maggior parte di essi deriva dallo studio e dall’applicazione di lavorazioni e di tecnologie avanzate per cui anche i materiali naturali possono avere caratteristiche decisamente innovative. Per esempio abbiamo legni trattati chimicamente e in ambiente particolarmente pressurizzato che resistono anche alle sollecitazioni degli agenti atmosferici in modo prima impensabile; oppure ci sono altri materiali, che non sono presenti in natura, ma sono invece creati dalla ricerca fatta su delle sostanze chimiche. Alcuni di essi hanno la proprietà di adattarsi a forme precostituite, quindi, iniettati o colati in stampi danno la possibilità di ottenere qualunque aspetto. Grazie alla tecnologia possiamo avventurarci in studi progettuali non pensabili in epoche passate. È un nuovo mondo di possibilità, continuamente in evoluzione. La ricerca sui materiali infatti, per l’importanza che occupa all’interno della produzione, continuamente si aggiorna dando nuove possibilità di applicazione a materiali già esistenti oppure creandone di nuovi. I risultati applicativi della ricerca sui materiali sono visibili nella realtà in qualunque settore. Forse l’unico lato negativo è nel mondo dei designer in quanto alle volte non si riesce a percepire l’importanza che un certo risultato della ricerca può avere se applicato alla giusta progettazione. In effetti non è solo quella la responsabilità molto spesso ci si deve confrontare con produttori non all’altezza di comprendere proposte che prevedono l’uso di tecnologie o di materiali innovativi alle volte solo per timore di un investimento altre semplicemente per disinteresse o non comprensione dell’evoluzione che il mondo industriale ha. Eppure produrre progetti in cui il design coniuga in se la forma ad una nuova tecnologia è una delle poche, forse l’unica via, che possiamo percorrere se vogliamo contrastare, come industria italiana, ciò che può essere prodotto in altri paesi a costi decisamente minimi.

 

Design by Joe Colombo

http://www.yoox.com/item/YOOX/ARNOLFO%20DI%20CAMBIO/dept/design_new/tskay/6383154F/rr/1/cod10/58002426AF/sts/sr_design80http://www.yoox.com/item/YOOX/ARNOLFO%20DI%20CAMBIO/dept/design_new/tskay/6383154F/rr/1/cod10/58002426AF/sts/sr_design80

 

 

 

Ultime news

Periodico online registrato presso il Tribunale di Udine il 28 gennaio 2012 n° 1